“...L' Essere Umano è ciò che mangia...”
Ludwing Feuerbach - Filosofo tedesco
“Gli anni tra il 1848 e il 1875 costituiscono quella che Eric Hobsbawm circa un secolo dopo ha definito l’«era del borghese trionfante», ossia un’età che vede la massiccia avanzata dell’economia capitalistica su scala mondiale e dell’ordine sociale da essa rappresentato. La fiducia
nella ragione, nel progresso, nella scienza, nel liberalismo sembra essere il fattore trainante di quest’epoca in cui mutano radicalmente le basi materiali e culturali della vita umana.
Progresso è la parola chiave che caratterizza tale arco di tempo: «massiccio, illuminato, sicuro di sé, soddisfatto di sé, ma soprattutto inevitabile. Nessuno degli uomini dotati di potere e di influenza, almeno nel mondo occidentale, sperava più di poterlo arrestare».
In tale contesto, non solo l’uomo d’affari, ma anche lo scienziato rappresenta una figura sociale di notevole prestigio, nonché in rapida evoluzione, le cui teorie possono essere applicate alla vita concreta… Questo stesso amore per l’uomo è alla base del materialismo di Moleschott dal quale si irradia un elemento di religiosità naturale che sembra ricalcare la religione umanitaria di Feuerbach. Quest’ultimo gli avrebbe chiarito una volta per tutte il rapporto che sussiste tra l’uomo e la natura, inteso quale dipendenza del primo termine dal secondo. La natura è infatti il luogo della materia e della vita. Generato dalla natura, l’uomo si riproduce appropriandosi di essa, dei suoi prodotti, ma nello stesso tempo questi ultimi sono prodotti dalla mano dell’uomo: da ciò deriva – in un rapporto di continuo, reciproco scambio – che l’uomo ha bisogno della natura così come, viceversa, la natura ha bisogno dell’uomo…”
Dal saggio di Teresa Caporale – L’UOMO È CIÒ CHE MANGIA.
(dalla gastrateologia feuerbachiana alla nutrigenomica)
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